All'Istituto Einaudi, Franco Ricordi e la sua "critica costruttiva" al teatro politicizzato del '900

"Il teatro deve riscattarsi dalla politicizzazione che lo ha contraddistinto nel XX secolo e recuperare quell'autonomia, quella capacità di essere al di sopra delle parti che è la vera essenza del dramma". Così Franco Ricordi, uno dei

All'Istituto Einaudi, Franco Ricordi e la sua "critica costruttiva" al teatro politicizzato del '900

teatro politica cariglino
teatro politica cariglino
teatro politica cariglino
"Il teatro deve riscattarsi dalla politicizzazione che lo ha contraddistinto nel XX secolo e recuperare quell'autonomia, quella capacità di essere al di sopra delle parti che è la vera essenza del dramma". Così Franco Ricordi, uno dei maggiori protagonisti del teatro italiano, ha parlato questa mattina agli studenti di diversi istituti superiori lametini, nell'ambito dell'incontro organizzato all'Istituto "Luigi Einaudi" dalla cooperativa sociale "Itinerari di conoscenza", diretta dal regista Antonello Cariglino.

Una critica "costruttiva", quella dello scrittore e regista milanese , che ritorna alle origine del teatro come "luogo dove nasce la filosofia e la democrazia occidentale" e fa riferimento alla concezione dell'arte teatrale di scrittori come Shakespeare: "nel capolavoro di Romeo e Giulietta, Shakespeare ci offre un esempio efficace di cos'è il dramma teatrale: l'autore non prende posizione rispetto alla contrapposizione tra le due fazioni dei Montecchi e dei Capuleti, ma si limita a descrivere lo scontro rimanendo al di sopra delle parti".

Non è stato così, secondo Ricordi, il teatro del XX secolo che, da Bertol Brecht al "nostro" Dario Fo, si è prestato alla strumentalizzazione ideologica, in particolare da parte della sinistra: "c'è stato un utilizzo del teatro a fini di propaganda" – ha detto il regista – "mentre il teatro non dev'essere di una parte politica, né di destra, né di centro, né di sinistra: quando il teatro si presta alla propaganda, si perde la vera essenza del dramma così come Shakespeare ce lo descrive, in cui l'autore non è di parte, ma illustra la situazione e ne rimane distaccato".

Un altro esempio di arte "al di sopra delle parti", senza nascondere le divisioni politiche della società italiana, è, secondo Ricordi, il film "Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto", in cui Lina Wertmuller descrive uno spaccato della società italiana del secondo dopoguerra, divisa tra opposte visioni del mondo ma senza una presa posizione da parte del regista, senza schierarsi da una delle due parti.
Si riscopre così quel legame tra teatro e politica che – ha aggiunto Ricordi – "descrive quello che avviene nella società, senza pretendere di cambiare la realtà".

Una posizione condivisa dal regista Antonello Cariglino, promotore del convegno di oggi, che ha parlato di una "funzione di stimolo" del teatro nei confronti della politica: "il teatro descrive ciò che avviene nella società, spetta alla politica trarne le conseguenze".
E il senso dell'incontro di oggi, voluto fortemente dall'amministrazione provinciale – ha spiegato la dirigente dell'Istituto Teresa Goffredo – "è far capire l'interazione che può esserci tra ambiti diversi come il teatro, la politica e la cultura e il riscontro positivo per la società che c'è quando la scuola interagisce con le realtà del territorio".

Salvatore D'Elia

Cultura & Spettacolo